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Off topic Su tutto e su niente - un modo di passare il tempo in buona compagnia...

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Old 15-12-09, 18:00   #1
indy
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I nostri canini servono a spaccare le noci di cocco......
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Old 15-12-09, 18:05   #2
indy
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Scusami un attimo ma se era cosi semplice raccogliere i frutti e i semi perche ci simo messi a rincorrere gli animali per mangiare? ti parlo di un paio di milioni di anni fa
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Old 15-12-09, 18:20   #3
wildwolf
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I nostri canini servono a spaccare le noci di cocco......
Quarda anche il Ippopotamo ha i canini.... e che canini...
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Allora guardami negli occhi e capirai che io ti amo ancora...
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Old 15-12-09, 18:23   #4
indy
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Infatti l'ippopotamo non è solo erbivoro non so se hai visto gli ultimi documetari in cui l'ippopotami si mangia un bel piccolo di ippopotamo e non solo anche una gazzella cmq è una cosa scoperta da poco e cmq i suoi canini che in realta non sono canini servono come serve la cresta per il gaallo solo per mettersi in mostra e lottare con gli altri ippopotami

La regione artica (coste dell'Alaska e Canada settentrionale) è, per motivi climatici, un territorio scarsamente popolato, in cui l'agricoltura è praticamente impossibile: qui le popolazioni vivevano cacciando foche, caribù e, in alcune zone, balene.

Last edited by indy : 15-12-09 at 18:27
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Old 15-12-09, 18:30   #5
indy
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Cmq se vai a questo link http://it.wikipedia.org/wiki/Nativi_americani vedrai che ci sono molti piu indiani cacciatori che coltivatori naturalmente prima dell'arivo degli spagnoli
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Old 15-12-09, 18:53   #6
wildwolf
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Cmq se vai a questo link http://it.wikipedia.org/wiki/Nativi_americani vedrai che ci sono molti piu indiani cacciatori che coltivatori naturalmente prima dell'arivo degli spagnoli
Questo link parla solo dei tribu dell nord america e di quello che rimasta non estinta di culture...
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Old 15-12-09, 22:09   #7
wildwolf
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Infatti l'ippopotamo non è solo erbivoro non so se hai visto gli ultimi documetari in cui l'ippopotami si mangia un bel piccolo di ippopotamo e non solo anche una gazzella cmq è una cosa scoperta da poco e cmq i suoi canini che in realta non sono canini servono come serve la cresta per il gaallo solo per mettersi in mostra e lottare con gli altri ippopotami

La regione artica (coste dell'Alaska e Canada settentrionale) è, per motivi climatici, un territorio scarsamente popolato, in cui l'agricoltura è praticamente impossibile: qui le popolazioni vivevano cacciando foche, caribù e, in alcune zone, balene.

Infatti sono rimasti poco popolati, e particolarmnente speciificati a un certi tipo di vita, come certe razze, uno come noi non potrebbe sopravivere in certe zone climatice, ma sicutramente non è stato il gran successo della evoluzione..?
Il ippopotamo e un erbivole come anche il cavallo o non si nutre di carne... ma puo mangarle come attacho e difesa...
http://it.wikipedia.org/wiki/Hippopotamus_amphibius
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Old 16-12-09, 09:52   #8
ElisaP
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Linda, il problema VERO è che la gente, pur sapendo in che modo vengono allevati/trasportati e macellati i capi negli allevamenti cosiddetti "intensivi" se ne frega e continua a mangiarli e a comprare quella carne.

Questo personalmente mi lascia esterrefatta.
Non discuto la scelta di mangiare carne, purchè si faccia con criterio.
Sarebbe bello se tutti si ponessero il problema e anzichè mangiare carne a pranzo e a cena ne mangiassero di meno.
Sarebbe bello che tutti si rivolgessero ad allevamenti biologici che possono garantire una vita decente agli animali.

Questo sì.
Ma se riduciamo il tutto ad una battaglia vegetariani contro tutti, sbagliamo in partenza.
E' provato che uno può essere vegetariano e stare benissimo di salute, ma non è una scelta che si può imporre.

E te lo dice una che sta cercando di diventare vegetariana e mangia carne forse una volta ogni 2 settimane (perchè mi piace, cavolo, mi piace un sacco lo ammetto).
__________________
La fedeltà di un cane è un bene prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell'amicizia con un essere umano *K.Lorenz*
http://www.novivisezione.org/
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Old 16-12-09, 13:28   #9
Darkness
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Noi abbiamo un sogno

Un libro a favore degli animali, per stimolare un cambiamento di rotta nel comportamento di noi esseri umani, affinché non continuiamo a perpetuare i molti comportamenti crudeli che quotidianamente mettiamo in atto nei confronti delle altre specie.

26 aprile 2006 - Stefano Cagno (medico chirurgo, dirigente medico ospedaliero in Psichiatria, membro del CMS di AVI)







È stato recentemente pubblicato nella collana Tascabili Bompiani "Noi abbiamo un sogno" di Annamaria Manzoni.

L’autrice è una psicologa e psicoterapeuta che negli ultimi anni si è impegnata attivamente e pubblicamente a favore degli animali, per stimolare un cambiamento di rotta nel comportamento di noi esseri umani, affinché non continuiamo a perpetuare i molti comportamenti crudeli che quotidianamente mettiamo in atto nei confronti delle altre specie.

E questo è proprio il sogno dell’autrice e mio personale, “un sogno di giustizia, di riscatto, di trasformazione epocale, che urge verso la sua necessaria realizzazione”.

Il titolo però si rifà anche al celebre "I have a dream", ossia "Io ho un sogno", che un giorno Martin Luther King pronunciò in un’America in cui i bianchi potevano disporre a loro piacimento dei neri.

E anche nel caso nel razzismo, così come dello specismo, ossia della discriminazione degli esseri viventi in base alla specie di appartenenza, si tratta di giustizia.

Sebbene "Noi abbiamo un sogno" sia un libro formalmente ineccepibile, non risulta, come spesso succede, un vuoto esercizio accademico, ma il lettore può cogliere in ogni riga il coinvolgimento emotivo dell’autrice, forse potremmo dire la sua anima.

Annamaria Manzoni si scaglia contro tutte le forme di violenza diffuse e spesso sistematiche contro gli animali: la vivisezione, gli allevamenti intensivi, la caccia, eccetera e lo fa in maniera convincente e documentata.

Tuttavia ritengo che in particolare il capitolo "Tra psicologia e animalismo", sia in grado di fornire un contributo veramente unico e di straordinaria importanza al movimento animalista e alla realizzazione delle nostre idee.

In esso l’autrice ci spiega, da un punto di vista psicologico, come il genere umano sia riuscito a compiere tante nefandezze contro gli animali senza provare disgusto.

Ci chiarisce quali meccanismi psicologici collettivi permettono che tutto ciò continui con buona pace delle coscienza della maggioranza degli esseri umani.

Da psichiatra posso affermare che le argomentazioni di Annamaria Manzoni sono lucidissime e impossibili da smontare; comprenderle aiuterà tutti noi che ci battiamo per i nostri fratelli minori a farlo, in futuro, in maniera migliore e più efficace.


http://www.oltrelaspecie.org/doc/sem...anzoni_rev.pdf

Note: Noi abbiamo un sogno
Annamaria Manzoni
Bompiani, 2006
Edizione tascabile
Pagine 160, 7,00 euro

http://www.vegetariani.it/vegetarian...cles/1143.html
__________________
http://fotografandolavitablog.blogsp...ai-potuto.html
Il grande silenzio dei cani ci consola delle futili parole degli uomini. Chaumont

Silence is the most perfect expression of scorn. G.B.Shaw

Last edited by Darkness : 16-12-09 at 13:56
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Old 16-12-09, 13:35   #10
Darkness
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Bambini e animali: le radici dell’affetto e della crudeltà

Un libro che dimostra come, spesso, le violenze sugli animali possono essere un campanello d’allarme di analoghi comportamenti su esseri umani deboli come, ad esempio, i bambini.

7 gennaio 2008 - Stefano Cagno (medico chirurgo, dirigente medico ospedaliero in Psichiatria, membro del CMS di AVI)






È recentemente uscito Bambini e animali: le radici dell’affetto e della crudeltà, di Frank Ascione un libro che dimostra come, spesso, le violenze sugli animali possono essere un campanello d’allarme di analoghi comportamenti su esseri umani deboli come, ad esempio, i bambini.

La tesi è interessantissima poiché molti rinfacciano a quanti si occupano di animali che esistono problemi più gravi e, tra questi, quelli riguardanti i bambini sono tra i più citati.

L’autore è Frank Ascione, professore presso il Dipartimento di Psicologia della Utah State University negli USA e da anni si occupa del tema del libro.

È opinione unanime che le crudeltà che i bambini mettono in atto verso gli animali possono preludere ad atteggiamenti e comportamenti antisociali da adulti.

Così il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, ossia il manuale utilizzato per diagnosticare le patologie psichiatriche, ha inserito la crudeltà fisica sugli animali tra i sintomi del Disturbo della condotta.

Questa patologia, che è generalmente diagnosticata nell'infanzia o nell'adolescenza, è descritta come "un modello ripetitivo e persistente di comportamento in cui i diritti fondamentali degli altri o le principali norme o regole sociali appropriate ad una determinata età vengono violati".

Se andiamo a considerare diversi tipi di violenza, ci accorgiamo che esiste una specie d’anello che le collega tutte.

Adulti violenti, sono stati bambini che hanno subito violenza, adulti stupratori sono spesso stati bambini stuprati; adulti, adolescenti e bambini violenti hanno iniziato questo tipo di comportamenti sugli animali.

Ancora più inequivocabile la relazione tra crudeltà nei confronti degli animali e gravi reati contro le persone se consideriamo le bibliografie dei serial killer americani in cui, nella quasi totalità dei casi, sono presenti episodi di violenze, spesso atroci, nei confronti di animali, compiute nell'infanzia o nell'adolescenza.

Moltissime di queste crudeltà erano state osservate da parenti e vicini di casa, ma sottovalutate e non considerate come un campanello d’allarme di un grave disagio psichico che sarebbe successivamente sfociato in atti criminali verso esseri umani.

In tutti questi casi, evidentemente, la gente non ha considerato degne d’attenzione le azioni dei bambini verso gli animali.

Un comportamento differente avrebbe salvato la vita, non solo a molti animali, ma anche a molte persone e permesso un percorso di riabilitazione psicologica per chi, lasciato a se stesso, sarebbe diventato in seguito un pluriomicida.

Così l’attenzione per gli atti crudeli verso gli animali può rappresentare un indicatore di problematiche interpersonali o intrafamigliari e la prevenzione degli stessi un modo per evitare che un giorno, soggetti psicologicamente disturbati, possano compiere altrettanto nei confronti degli esseri umani.

Le parole di James Garbarino, professore presso la Cornell University riassumono in maniera efficace il senso del libro: “Una ricerca e una documentazione accurate e i resoconti narrativi avvincenti si fondono in un’ampia risorsa per aiutare a capire come l’etica del prendersi cura non sia vincolata alla specie, ai professionisti, ai cittadini e ai genitori interessati”.




Frank R. Ascione
Professore presso il Dipartimento di Psicologia della Utah State University, attento studioso, noto a livello internazionale, dello sviluppo psicologico del bambino e dell'adolescente, del rapporto tra gli esseri umani e gli animali e della relazione tra violenza agli animali, abuso infantile, violenza domestica e violenza in genere.
Ha collaborato con la polizia e la magistratura nella prevenzione della crudeltà sugli animali e sui bambini. Il suo impegno ha coinvolto anche veterinari, assistenti sociali, educatori e istituzioni in difesa dei diritti degli animali, dei bambini e delle donne




Note: Bambini e animali
Frank Ascione
Pag. 264
Edizioni Cosmopolis – 2007
prezzo: 24,00 euro

http://www.vegetariani.it/vegetarian...cles/1830.html
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Old 18-12-09, 14:50   #11
pongo
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Noi abbiamo un sogno

Un libro a favore degli animali, per stimolare un cambiamento di rotta nel comportamento di noi esseri umani, affinché non continuiamo a perpetuare i molti comportamenti crudeli che quotidianamente mettiamo in atto nei confronti delle altre specie.

26 aprile 2006 - Stefano Cagno (medico chirurgo, dirigente medico ospedaliero in Psichiatria, membro del CMS di AVI)







È stato recentemente pubblicato nella collana Tascabili Bompiani "Noi abbiamo un sogno" di Annamaria Manzoni.

L’autrice è una psicologa e psicoterapeuta che negli ultimi anni si è impegnata attivamente e pubblicamente a favore degli animali, per stimolare un cambiamento di rotta nel comportamento di noi esseri umani, affinché non continuiamo a perpetuare i molti comportamenti crudeli che quotidianamente mettiamo in atto nei confronti delle altre specie.

E questo è proprio il sogno dell’autrice e mio personale, “un sogno di giustizia, di riscatto, di trasformazione epocale, che urge verso la sua necessaria realizzazione”.

Il titolo però si rifà anche al celebre "I have a dream", ossia "Io ho un sogno", che un giorno Martin Luther King pronunciò in un’America in cui i bianchi potevano disporre a loro piacimento dei neri.

E anche nel caso nel razzismo, così come dello specismo, ossia della discriminazione degli esseri viventi in base alla specie di appartenenza, si tratta di giustizia.

Sebbene "Noi abbiamo un sogno" sia un libro formalmente ineccepibile, non risulta, come spesso succede, un vuoto esercizio accademico, ma il lettore può cogliere in ogni riga il coinvolgimento emotivo dell’autrice, forse potremmo dire la sua anima.

Annamaria Manzoni si scaglia contro tutte le forme di violenza diffuse e spesso sistematiche contro gli animali: la vivisezione, gli allevamenti intensivi, la caccia, eccetera e lo fa in maniera convincente e documentata.

Tuttavia ritengo che in particolare il capitolo "Tra psicologia e animalismo", sia in grado di fornire un contributo veramente unico e di straordinaria importanza al movimento animalista e alla realizzazione delle nostre idee.

In esso l’autrice ci spiega, da un punto di vista psicologico, come il genere umano sia riuscito a compiere tante nefandezze contro gli animali senza provare disgusto.

Ci chiarisce quali meccanismi psicologici collettivi permettono che tutto ciò continui con buona pace delle coscienza della maggioranza degli esseri umani.

Da psichiatra posso affermare che le argomentazioni di Annamaria Manzoni sono lucidissime e impossibili da smontare; comprenderle aiuterà tutti noi che ci battiamo per i nostri fratelli minori a farlo, in futuro, in maniera migliore e più efficace.


http://www.oltrelaspecie.org/doc/sem...anzoni_rev.pdf

Note: Noi abbiamo un sogno
Annamaria Manzoni
Bompiani, 2006
Edizione tascabile
Pagine 160, 7,00 euro

http://www.vegetariani.it/vegetarian...cles/1143.html

Veramente interessante....... vado subito a cercarlo, grazie
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CLAUDIA e GHOST
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Old 17-12-09, 20:45   #12
wildwolf
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Linda, il problema VERO è che la gente, pur sapendo in che modo vengono allevati/trasportati e macellati i capi negli allevamenti cosiddetti "intensivi" se ne frega e continua a mangiarli e a comprare quella carne.

Questo personalmente mi lascia esterrefatta.
Non discuto la scelta di mangiare carne, purchè si faccia con criterio.
Sarebbe bello se tutti si ponessero il problema e anzichè mangiare carne a pranzo e a cena ne mangiassero di meno.
Sarebbe bello che tutti si rivolgessero ad allevamenti biologici che possono garantire una vita decente agli animali.

Questo sì.
Ma se riduciamo il tutto ad una battaglia vegetariani contro tutti, sbagliamo in partenza.
E' provato che uno può essere vegetariano e stare benissimo di salute, ma non è una scelta che si può imporre.

E te lo dice una che sta cercando di diventare vegetariana e mangia carne forse una volta ogni 2 settimane (perchè mi piace, cavolo, mi piace un sacco lo ammetto).

Ben detto Elisa, come gia scritto anche io non pretendo da nessuno che diventa vegatariano, almeno non sarà facile di pretendere questo, ma un cambiamanto eun riconoscimento e una scelta di salute, cambiare... e a noi ci chiedono sempre argumenti, e verifice, invece semplicemente, riflettere, e rendersi conto di quello che stanno facendo...
Io ho meno problemo di accettare di mangiare salvaggina, da allevamenti naturali, da come i wuster per 4,50 euro al kilo...
poi ci sono diverse argomenti e valori perche una persona fa una certa scelta, io lo faccio perche mi sento in colpa, e perche ho visto in prima linia cosa succede...
Era lo stesso un lungo percorso, iniziato da bambina e sta continuamente evolvendo... anche per me non era facile di uscirne di una certa abitudine... e facci piccoli passi a volta...
Ma ho trovato anche altre motivzioni e sta aggiungendo sempre piu convinzione, e mi da tranquillità di combattere per un ideale.. non con violenza e obligo ma con la consapevolezza...
Esempio anche io ho miei deboli, ma smettere di mangiare carne, non mi ha creato nessun problema, poi non faccio la estremista, che urla sè cè un po di pancetta o un filo di brodo... sarebbe stupido.. come gia dici tu gia il consapevole ridotto consumo cambia e evita molte, mamoltissime sofferenze...

Un ultimo appello, un pensiero a tutti...
Visto che siamo a natale...
Nessuno vi imporre di non mangiare carne, ma sè lo comprate lo preparate, e portate a tavolo, semplicemente non essagerate, che poi finisce nell bidone, fatte porzioni piccole, aggiungete antipasti e pasta, e alla fine dolci e verdure, e mangiate almeno quella carne che avete comprate.... nessuno muore sè mangia solo un secondo di carne, invece due e poi resta li e viene buttato, solo per fare una bella figura... pensate sempre che è un sacrifico dietro ogni fetta ..

Tutto li...
...non lasciate morire anime per niente, almeno mangatelo....
__________________

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Old 18-12-09, 14:54   #13
pongo
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"Scusami ma chi ammazza tutte le mucche e i maiali se non ci sono predatori?"


Basterebbe non farli nascere negli allevamenti intensivi o farli nascere solo per nutrirci.
Come ripeto io purtroppo non sono ancora riuscita a diventare vegetariana ma voglio riprovare.
Sono convinta che l'essere umano non ha bisogno della carne per vivere bene e in salute....ma soprattutta sono certa che lo specismo non e' affatto giusto.
Io sono molto contraria
__________________
CLAUDIA e GHOST
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