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Off topic Su tutto e su niente - un modo di passare il tempo in buona compagnia... |
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Vorrei parlare con voi di questo scomodo argomento. Lo so, è un argomento brutto, la tentazione è quella di voltare la testa dall’altra parte per non vedere la sofferenza e per zittire le coscienza. Ho scelto di non pubblicare nessuna foto, perché quello che voglio è appunto parlarne e capire.
Siamo abituati a sentirci dire che la ricerca (ovvero la sperimentazione sugli animali) è indispensabile e che può curare le tante malattie che ci portano via i nostri cari. Insomma, pare che la vivisezione sia un male inevitabile. MA E’ PROPRIO COSI’? A parte un discorso puramente etico, per il quale viene spontaneo chiedersi se sia giusto utilizzare un metodo tanto crudele, indipendentemente dai risultati che fa ottenere, non esistono dati certi che la sperimentazione animale porti dei benefici all’uomo. Esistono invece diversi comitati di scienziati e ricercatori che si oppongono a questo metodo e alla scuola di pensiero vivisezionista e che anzi, l’accusano di intralciare il vero progresso e la vera ricerca che non può certo essere sviluppata su animali metabolicamente e fisiologicamente diversi di noi. Posto un articolo di Marco Mamone Capria, pubblicato nel 2003 su Biologi Italiani (tratto dal sito www.equivita.it) http://www.equivita.it/documents/10Biologiitaliani.pdf E’ un po’ lunghetto ma vale la pena di leggerlo. Dal punto di vista medico è ben spiegato (e ben documentato) come i test sugli animali siano poco o nulla predittivi sul risultato sull’uomo. Spesso i risultati variano non solamente (come prevedibile) da specie a specie, ma soprattutto tra ceppi di animali della stessa specie. Riporto un pezzo dell’articolo: Il “Dose Letale 50” (LD50) è un test di tossicità acuta che risale al 1927 e che è inteso a determinare la dose di una determinata sostanza che, somministrata al campione di animali, ne fa morire la metà entro 14 giorni. Uno studio complessivo risalente agli anni 1970 mise però in evidenza che: nelle prove eseguite di sera morirono quasi tutti i ratti; in quelle eseguite di mattina sopravvissero tutti. Nelle prove eseguite in inverno la sopravvivenza risultò doppia rispetto alle prove eseguite in estate. Prove con sostanze tossiche eseguite su topi stabulati in gabbie affollate portarono a morte quasi tutti gli animali; sopravvissero invece tutti i topi stabulati in condizioni normali NOTA BENE: stiamo parlando delle stesse dosi della medesima sostanza!! Come possono essere utili i dati acquisiti in questo esperimento? Non si riesce a capire se la sostanza in questione sia tossica o meno per la specie utilizzata in quel dato esperimento, figuriamoci se è anche solo lontanamente possibile estrapolare questi dati in modo tale che siano utili o predittivi per l’uomo! E stiamo parlando di un test (il DL50) che è obbligatorio: qualsiasi nuova sostanza va testata in questo modo prima di avere l’autorizzazione ai test sugli umani. Perché quello che non si dice è che anche la sperimentazione clinica sugli umani (volontari o pazienti) è obbligatoria. Quindi, testando sull’animale, non vi è comunque certezza di cosa accadrà all’uomo. L’articolo riporta anche i diversi casi di sostanze che sull’uomo sono letali e sull’animale no, e viceversa. Per esempio: le mandorle dolci sono velenose per i cani, la cicuta è tollerata dai topi ma non certo dagli umani, la stricnina è tollerata da cavie e scimmie in dosi che per l’uomo sono letali. La penicillina è letale per le cavie e se Fleming non avesse usato topi, non avremmo nemmeno gli antibiotici (tanto per capire quante e quali sostanze magari non vengono nemmeno prese in considerazione per gli effetti sugli animali, quando invece potrebbero essere utili sull’uomo). Se parliamo di effetti teratogeni (che causano malformazioni nei nascituri) basta ricordare l’esempio del Talidomide che è stato testato su tantissimi animali e non ha mai dato problemi. Il farmaco, somministrato a donne in gravidanza ha causato la nascita di 100.000 bambini focomelici. In sede legale la ditta produttrice è stata assolta penalmente perché i ricercatori hanno dichiarato che i modelli animali si sono rivelati errati. Per ovviare a questo hanno rifatti altri test, cercando specie diverse e hanno trovato riscontro solo su una specie di coniglio neozelandese (parliamo di milioni di animali impiegati, al solo scopo di confermare quanto già si sapeva dato che il farmaco era già stato ritirato dal mercato). Eppure tutti i farmaci vengono prodotti così, e il caso Talidomide non ha avuto conseguenze, nessuno è stato condannato, gli ammalati sono stati solamente risarciti. (40 anni dopo). Rendiamoci conto che nella sola UE ogni anno vengono impiegati 12 milioni di animali per la ricerca, con quali risultati? 12 milioni.. senza contare quanti ne vengono utilizzati nel resto del mondo (rimangono fuori USA e Giappone eh..) Parliamoci chiaramente, quanti sono i farmaci ritirati (più o meno silenziosamente) dal mercato perché dannosi per l’uomo, erano invece risultati miracolosi sugli animali? Insomma, la vivisezione si mangia parte dei soldi di noi tutti ( perché ovviamente molte università o centri di ricerca vengono sovvenzionati con soldi pubblici) ma serve davvero a curare le persone e a trovare nuove cure? O piuttosto serve alla carriera del ricercatore fare quante più pubblicazioni riesce, e chissenefrega se nessuna delle sue “scoperte” non servirà mai a curare nessun paziente VERO? O forse serve alle case farmaceutiche che immettono ogni anno tanti farmaci quanti ne ritirano? Un discorso a parte meriterebbe l’enorme, indicibile sofferenza causata agli animali dagli studi comportamentali, da Pavlov in poi, che sono allucinanti e i cui risultati MAI e poi MAI potranno essere comparati e/o utilizzati sugli umani. O forse pensiamo davvero di poter studiare - e curare - l'ansia torturando gatti e scimmie fino a farli impazzire, per poi vedere cosa è successo nel loro cervello? ![]() E, infine, cos’è questo alone di segretezza che circonda i vivisettori? Pochi, pochissimi sono autorizzati a entrare nei laboratori, MAI ovviamente i giornalisti (a tal proposito c’è una bella puntata di Report che ne parla http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E90208,00.html) perché, dato che spendono soldi di tutti, non sono obbligati a pubblicare l’esito di TUTTE le loro ricerche? So che a molti non interessa, io spero di aver fatto comunque riflettere qualcuno. Ovviamente questo è il mio punto di vista, spero in un dialogo civile e costruttivo, critiche comprese. Per chi volesse approfondire ci sono altre testimonianze online: http://www.agireoraedizioni.org/materiali/rokke_diario.pdf (una ragazza racconta la sua esperienza nel laboratorio inglese di Huntingdon Life Science) http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/ruesch_IN.pdf (imperatrice nuda, il libro denuncia di Hans Ruesch
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La fedeltà di un cane è un bene prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell'amicizia con un essere umano *K.Lorenz* http://www.novivisezione.org/ |
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