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Old 31/12/09, 01:43   #11
wildwolf
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IL CENSIMENTO DEI CANI. IN CALO GLI ABBANDONI. ORA FIDO SI ADOTTA.
Dimezzato il malcostume dell’estate.

Roma. È stato l’anno dei mancati abbandoni. Per la prima volta negli ultimi dieci anni il numero dei cani lasciati per strada dai legittimi proprietari è, infatti, diminuito in modo sensibile. Il 21,6% in meno nell’arco del 2009. Quasi la metà (48%) nei mesi cruciali, tra giugno e settembre, il quadrimestre maggiormente a rischio per i quattro zampe piazzati in famiglia. Un fenomeno rilevante non solo per la sofferenza risparmiata a tanti animali, ma soprattutto perché è il riflesso di una diversa cultura degli italiani nei confronti di chi abbaia e scodinzola. Questa, almeno, è l’interpretazione di Pasqualino Santori, presidente del Comitato di bioetica per la veterinaria: «È il risultato del grande impegno della nostra categoria. Abbiamo spiegato alla gente l’importanza del benessere animale. Non ci siamo limitati a fornire servizi. Abbiamo insistito sulla prevenzione di comportamenti crudeli come può essere disfarsi di un essere che non può reagire. Soprattutto è stato importate avviare le famiglie verso scelte giudiziose per quanto riguarda l’acquisto di cuccioli». I dati sugli abbandoni sono stati raccolti dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) con un censimento in 100 canili. In un anno sono stati ricoverati quasi 2 mila trovatelli in meno (erano 8.940 nel 2008 e sono scesi a 6.984). Restano indietro alcune Regioni del centro-sud, in testa il Lazio dove invece si è assistito ad un incremento del 13%, segno di una politica sul territorio poco attenta. Ad essere messi fuori dalla porta sono i meticci di taglia media, il 60%, seguiti da un 12% di rappresentanti di razze che erano catalogate nella lista nera perché pericolose, a cominciare dai pitbull (4%). Infine, un 24% di grosse taglie e cani da caccia. Con minore facilità ci si sbarazza dei piccoli. Un altro elemento positivo: chi volta le spalle al suo amico fedele preferisce legarlo al cancello di un rifugio piuttosto che lasciarlo per strada, condannandolo al triste destino del guard rail. La popolazione di randagi resta comunque nutrita: circa 800 mila girovaghi. Nel 40% dei casi la diminuzione è frutto di iniziative: campagne di prevenzione, chippatura obbligatoria che rende dunque rintracciabile il responsabile del tradimento e crescita culturale dei proprietari che ha portato ad un aumento delle adozioni consapevoli. Secondo il presidente di Aidaa, Lorenzo Croce, alla base del cambiamento, in atto almeno da un paio d’anni ma più evidente nel 2009, vanno rintracciate cause estemporanee. La crisi economica ha accorciato, se non del tutto cancellato, le vacanze estive di molte famiglie che così non si sono trovate di fronte alla necessità di mollare l’impegnativo fardello. Ha contribuito infine l’aumento di strutture alberghiere e centri attrezzati per ospitare cani e gatti. Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, è soddisfatta con riserva: «Bene la flessione. Dobbiamo però arrivare ad abbattere il fenomeno. La politica del microchip obbligatorio è stata fondamentale, una svolta. Occorre insistere con la sterilizzazione. Le Regioni devono insistere nella lotta al randagismo visto che ricevono fondi specifici». Per la prima volta è stato creato un tavolo tecnico sulla veterinaria che coordina le iniziative anti-randagismo.
(M. De Bac)


I NUMERI.

1.650 → sono i Comuni che non hanno un canile comunale o una convenzione con una struttura privata o con un’associazione per il ricovero di cani.

1.200 → sono i Comuni che non dispongono di un servizio per il recupero dei cani randagi.

12.000 → sono i cani usciti dai canili per essere adottati nell’anno 2009. Sono circa 2.000 in più rispetto al 2008.

150.000 → sono i cani presenti complessivamente nei canili italiani.
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Allora guardami negli occhi e capirai che io ti amo ancora...
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